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Pollo piña colada

Ovvero bocconcini di pollo in pastella di cocco con salsa vellutata all’ananas e rum.

Ovvero una nuova sfida di MTChallenge, questa volta proposta da quella matta  geniaccia di  Giulia Robert del blog Alterkitchen, nonché moglie del mio pittore preferito Alessandro Colonnetta (ma questo non c’entra 😊). Il tema è la cucina alcoolica. Chi mi conosce sa che io non assumo mai, in nessun caso, senza alcuna deroga, alcoolici e quindi stavolta ho seriamente pensato di saltare, ma la sfida di MTChallenge è una delle cose più belle del mese, la Giulia è veramente un pozzo di scienza in materia (leggete qui ), e soprattutto ho detto questa cosa a due miei amici carissimi appassionati di cocktail che mi avrebbero ignorato per il resto dei miei giorni se non avessi prodotto qualcosa che loro stessi potessero assaggiare. Quindi, eccomi!

Tra le richieste del regolamento c’era quella di scegliere un cocktail codificato da IBA e ho scelto la piña colada perché mi sono innamorata della crema di cocco e non bevendo il cocktail almeno mi sono fatta una cucchiaiata di quella e i conseguenti dieci chilometri a piedi per smaltirla! La ricetta originale è qui e prevede:

3 cl white rum

9 cl succo di ananas

3 cl crema di cocco

ghiaccio

Ho usato il rum che mi portò mio figlio Lorenzo di ritorno da Guadeloupe, così anche il momento “nostalgia del figlio lontano” gliela abbiamo messa! 😂

La ricetta in realtà è molto semplice ma molto golosa, è composta di varie fasi che vi descrivo.

Ingredienti 

1 petto di pollo

Per la marinatura

200 ml circa di latte di cocco

1 bicchierino di rum bianco

200 ml circa succo di ananas non zuccherato

sale, pepe bianco

Per la pastella

150 ml acqua gassata (circa un bicchiere dipende dall’assorbimento delle farine)

4 cucchiai di farina 0

Farina di cocco disidratato  (q.b. per ottenere una pastella densa)

Per friggere

Olio di cocco 

Per la vellutata di accompagnamento 

30 gr burro

30 gr farina 0 setacciata

500 ml succo di ananas non zuccherato

sale

Rum bianco

Innanzitutto ho tagliato il pollo a dadi di 1,5 cm di lato, e l’ho lasciato nella marinata fatta di latte di cocco, succo di ananas e rum per qualche ora (almeno un paio di ore) in frigo coperto. Questo passaggio è indispensabile soprattutto per la morbidezza del pollo che verrà fritto.

Ho scolato il pollo dalla marinata e l’ho asciugato con un po’ di carta da cucina. L’ho passato nella farina bianca e poi nella pastella densa, eliminando l’eccesso e tuffato nell’olio di cocco in temperatura  (circa 160/170 gradi). La pastella si può fare mezz’oretta prima di friggere mescolando gli ingredienti con la frusta, regolandosi con il quantitativo di acqua e farine in modo da ottenere una pastella liscia e densa che avvolga bene il bocconcino di pollo.

La scelta dell’olio di cocco per friggere è ovvia in questo caso in cui anche il sentore di cocco che lascia in frittura è parte integrante della ricetta ma soprattutto perché il caro Michaël I. Meyers (dottore in oncologia e nutrizione preventiva) ci insegnò ad usare questo come la scelta d’elezione. Qui l’articolo estremamente preciso ed interessante in cui sono espressi questi concetti attraverso le sue parole.

Una volta fritto il pollo, quando è dorato e cotto, l’ho scolato ed asciugato. E l’ho servito immediatamente accompagnato dalla vellutata di ananas. 

La salsa vellutata di accompagnamento si può preparare in anticipo e conservarla coperta con pellicola a contatto perché non faccia la “pelle”. Ho fatto un roux con burro e farina e ho cotto circa un minuto finché non si stacca dalle pareti della pentola. Ho aggiunto il succo di ananas non zuccherato  a temperatura ambiente, ho aggiustato di sale e pepe bianco e ho cotto 10 minuti. Verso la fine ho aggiunto un bicchierino di rum bianco per aromatizzare, senza farlo evaporare del tutto. Ho lasciato raffreddare.

(Michel Roux fa una salsa di cocco con 30 gr di burro, 30 gr di farina e 400 gr di latte di cocco, sale, con lo stesso procedimento descritto nella mia versione all’ananas.  Utilizzando questa salsa sarebbe più spiccato il sapore del cocco, è squisita, ma toglierebbe l’equilibrio tra i sapori che era necessario per stare “in tema” ai fini della sfida, fedele agli ingredienti del cocktail piña colada).

Ho servito ad ogni commensale il cocktail piña colada con un cestino di bocconcini di pollo e la salsa vellutata all’ananas e rum in accompagnamento. 

È stata un’esplosione di sapori e con questa ricetta partecipo all’MTCHALLENGE numero 69 di Giulia. 

Postfazione al post:

questa sfida è talmente piaciuta alla mia amica  sister Lorenza che, entusiasta di partecipare alla cena dedicata alla sfida, ha portato con sé una torta ispirata alla sfida alcoolica, la torta Alexander, omaggio al suo cocktail preferito. Una base di pandispagna bagnato al gin farcito con panna montata al cacao e di panna montata aromatizzata alla noce moscata. Il cocktail Alexander è composto di ghiaccio, 3 cl di gin, 3 cl di crème di cacao scura, 3 cl di panna liquida e noce moscata. 

Quindi doppio salto mortale in onore di MTChallenge! 

22 thoughts on “Pollo piña colada

  1. Che dirti bravissima veramente, brava perchè lo spirito di mtc è questo, perchè questo appuntamento mensile fra amiche non si può saltare.
    Complimenti perchè hai saputo interpretare benissimo la sfida il mio non è un giudizio da esperta perchè mi trovo nelle tue stesse condizioni, ma quei bocconcini di pollo me li gusterei veramente
    un abbraccio

  2. Mai, mai, mai nella vita avrei pensato ad una ricetta salata con gli ingredienti della piña colada, che ricollego ad uno dei sapori più dolci mai assaggiati.
    Però… però diamine, sarà anche merito del pollo che, come il nero, sta bene su tutto (e che stia bene con cocco e ananas non ce lo siamo sicuramente inventati da questa parte di mondo), la tua ricetta funziona, e assai pure! Mi è piaciuta molto la marinatura e la pastella con farina di cocco, che mi ha incuriosito davvero molto.. oltretutto sei riuscita a governare bene le proporzioni del cocktail originario, che non era semplicissimo.
    Oh, è proprio vero che non si finisce mai di imparare! Io avrei solo spinto un po’ più l’acceleratore sul rhum, anche per avvicinarmi alle proporzioni del cocktail, ma è una bellissima proposta.
    PS. Un plauso anche alla tua amica che si è cimentata in una torta all’Alexander… se devo essere rompipalle come mi pregio di essere da ben 32 anni avrei bagnato il pan di Spagna con una bagna al gin (magari molto blanda, o con un gin un po’ più aromatico e meno pungente), ma sei (anzi, è) autorizzata a mandarmi a quel Paese 😉
    Brava Elisa, anche da non consumatrice di alcolici te la sei cavata egregiamente.

    1. Grazie Giulia delle tue parole! Ovviamente il pandispagna della torta Alexander era bagnato col gin e io ho scritto rum! Povera me! 😂😂😂 ho già corretto !

  3. il metodo Dondi funziona anche sotto spirito, vedo 🙂
    Questo piatto è un po’ come l’uovo di Colombo: uno legge la ricetta e annuisce ad ogni passaggio, trovando tutto coerente e convincente. E mentre aumenta la salivazione, cresce anche il rammarico per non essere stati noi ad averci pensato: perchè il pollo è la quadratura del cerchio (con il latte di cocco la cucina thai e quella indiana ci fanno delle robe spaziali e il famigerato agrodolce dei ristoranti cinesi nostrani atinge comunque ad un originale che prevede l’ananas) e il pollo fritto lo è sempre e di più. Una ola per la frittura e per un props, quel cestello, che trova finalmente un senso in una foto che tradusa grasso 🙂 e verità e non quella finzione asettica che a me fa scattare i peggiori istinti omicidi. qui invece mi vien solo una fame spaventosa, per cui Dondi, te possino 🙂 e brava!

  4. be un assaggio ci vorrebbe prima poter iniziare a parlare, certo che a quella cenetta con questo pollo alla pina colada e la torta Alexander avrei voluto partecipare anch’io!!! prossima volta fammi un fischio! <3
    Bravissime!

  5. Ci siamo ispirate allo stesso cocktail, guarda un po’! Ma certe cose non succedono per caso… Io, però, non avrei mai pensato ad un impiego in una ricetta salata, poi vieni fuori tu con questa roba, che non convincente, ma di più!

  6. ananas, cocco e rum…che ingredienti fantastici! E li hai saputi interpretare benissimo! Un caro abbraccio e davvero complimentissimi
    Giusy

  7. Innanzitutto mi scuso se sono sempre più latitante, peggio dei più ricercati mafiosi della storia.
    Il tempo è tiranno, e con me è veramente spietato.
    E’ da quando hai postato che volevo venire a leggerti. L’attesa è stata comunque più che premiata: ho trovato una meraviglia di ricetta, per come l’hai pensata, studiata e realizzata senza trascurare nessun particolare.
    La marinatura, la frittura del pollo (sono sostenitrice convinta che tutte le sfide mtc prima o poi vengano utlili!!), l’uso dell’olio di cocco come ci insegnava il caro Michael.. insomma un’inno alla buona cucina, all’originalità e alla maestria davanti ai fornelli.
    Fossi stata io alla cena, ti avrei elogiato con un “sticazzi” come si deve!
    Complimenti Dondi, sempre over the top!

  8. ma come?? avevo scritto un commento qualche giorno fa.. e dov’è?? 🙁 comunque, avevo scritto che sono una grandissima sostenitrice che tutte le sfide dell’Mtc prima o poi vengono buone, è stato così per te con questo pollo delizioso, io con il temperaggio del cioccolato che imparai ai tempi della sfida sui baci.
    Mi è piaciuta moltissimo la tua interpretazione della pina colada, e ho letto ammirata tutti i passaggi dalla marinatura fino alla vellutata di ananas. Nessun elemento è stato lasciato al caso, hai pensato veramente a tutto e il risultato lascia veramente l’acquolina in bocca! mitica Dondi!

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