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LE MANDORLE A PRIMAVERA

 

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Dove vanno le mandorle a primavera? Nei biscotti! Mia nonna con l’arrivo del tiepido sole della primavera cominciava a pensare di utilizzare tutte le mandorle rimaste in dispensa perché non si arrivasse a dimenticarsene e finissero sciupate dal caldo torrido dell’estate umida di pianura. Ecco perché ho deciso di rispondere con questi semplicissimi biscotti alle mandorle alla sfida numero 56 di MTC. I giudici di questo mese, Dani e Juri di Acqua e Menta , sono dei veri professionisti, dei veri esperti, hanno prodotto dei post magistrali (a dir poco!) per fornirci le basi su cui lavorare. Mi perdoneranno spero, almeno per due motivi. Il primo è che Dani è intollerante ai latticini, e nonostante io conosca bene la faccenda perché anche mia figlia Sara lo è, ho prodotto solo frolla classica col burro perché per altri esperimenti sarebbero state necessarie prove e prove per me (che prometto solennemente di fare!) ma che questo mese con due trasferte per il #tortaatortour  (figo fighissimo strafigo! ) proprio non riuscivo a fare. Il secondo è che, come al solito, la mia proposta è così semplice da essere persino banale, ma che non vuole certo mancare di rispetto ai giudici o all’MTC tutto, tuttavia, per ora una povera novizia come me, questo può offrire! E siccome io sono all’MTCHALLENGE per imparare, questo mese ho imparato a fare la frolla classica di Leonardo Di Carlo!

Ecco la mia ricetta!

Ingredienti :

250 gr farina  (io ho usato quella di farro perché un altro dei miei figli, Lorenzo, è intollerante al glutine di grano)

125 gr burro (82% materia grassa)

125 gr zucchero a velo

42,5 gr uova intere (un uovo piccolo piccolo)

2,5 gr sale fino

0,5 gr vaniglia  (dalla bacca)

1 gr buccia di limone non trattato

 

Per guarnire:

50 gr mandorle tritate a coltello grossolanamente

1 cucchiaio di zucchero semolato

1 albume d’uovo

Mescolare in planetaria, con il gancio a foglia, la materia grassa con sale e aromi. Unire lo zucchero e le uova e lavorare fino a completo assorbimento. Unire le polveri e lasciare amalgamare.

Disporre la pasta in un contenitore coperto con pellicola è mettere a riposo in frigo per 10/12 ore.

Tirare una sfoglia di 4 mm e ricavare delle sagome con uno stampino. Io ho scelto il fiore perché volevo dei fiori di primavera!

Spennellare di albume e far attaccare le mandorle tritate cui è stato aggiunto un cucchiaio di zucchero semolato.

Mettere in teglia ed in frigo per almeno un’ora.

Scaldare il forno statico a 180 gradi ed infornare per 15/16 minuti.

 

Far raffreddare i biscotti, svegliare Martino e fargli fare colazione!

 

Made with love for MTChallenge!

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Con questa ricetta partecipo all’MTCHALLENGE numero 56 di Dani e Juri “I biscotti”!

18 thoughts on “LE MANDORLE A PRIMAVERA

  1. La semplicità non è mai sinonimo di banalità,anzi! Più una cosa è “semplice” più facile è riconoscere eventuali pecche. E a me pare che l’unica pecca dei tuoi biscotti è che non possa assaggiarli!

  2. Cara Cristina, io sono mamma di un bambino celiaco e non uso farro, perché contiene glutine al pari del grano. Forse Lorenzo é intollerante a qualche altra proteina presente nel grano e assente nel farro? un abbracciove complimenti per questi biscotti <3

  3. Ciao. Non ci conosciamo, sarebbe la mia seconda sfida, se ce la faccio.. Volevo solo dirti che la foto di tuo figlio la dice lunga sui tuoi biscotti..

  4. Ciao! Direi che nonostante gli impegni la frolla ti sia venuta bene. Io adoro le mandorle in qualsiasi forma e sono dell’idea che un buon biscotto, con una buona frolla fatta come Leo comanda, abbia sempre il suo da dire. Poi arricchito con la granella di mandorle non possono che migliorare!

  5. Saggia donna la tua nonna! Anch’io ho l’abitudine di svuotare la dispensa da noci, farine, cereali e legumi secchi prima dei grandi caldi estivi. Trovo che la dolcezza delle mandorle abbinata al retrogusto leggermente amarognolo del farro, sia una scelta azzeccatissima. Le cose fatte con amore e per amore sono sempre le migliori!

    1. Eh si sa che le nonne sono sempre saggie! Grazie della tua visita e del tuo commento che mi lusinga detto poi da una come te che guardo dal basso e da cui imparare è un privilegio!

  6. dimmi che mi leggi nel pensiero e previeni i pipponi 🙂
    all’MTC amiamo la semplicità. e non perchè siam tutti francescani ma perchè sappiamo benissimo che quella non perdona. E’ un po’ come nella moda. Se non hai stile, la semplicità è sciatteria. E in cucina, se non hai le basi, hai voglia a farti riuscire una frolla con le mandorle e la farina di farro 🙂
    E qui, cara la mia ragazza, abbiamo tutto. Basi, gusto, stile- e bravura da vendere.
    Martino è una meraviglia,, in foto come dal vivo!

    1. Alessandra grazie! Di tutto e lo sai. Mi sopravvaluti e lo sai. Ma sai anche che io ‘prevedo’ i tuoi pipponi perché in realtà sono proprio d’accordo ma tanto tanto d’accordo! E pure questo lo sai.
      Io sto qui in punta di piedi e cerco di imparare da tutti e fare ogni volta un passettino avanti. Tu sei un esempio.

  7. Cominciamo col dire che un biscotto ben preparato non è mai banale.
    Come diceva Alessandra sopra, se non hai le basi ti viene una schifezza e basta.
    Invece io trovo buonissimi questi biscotti, per nulla facili data la presenza delle mandorle che, non assorbendo liquidi ma anzi apportando grassi, non facilitano certo la lavorabilità dell’impasto.

    Sono molto interessata alla faccenda dell’intolleranza al grano: l’hanno appena diagnosticata a mio cognato, ma siamo un po’ ignoranti in materia e mia sorella gli sta togliendo tutto il glutine tout court. Tu invece qui dici che al figlioletto intollerante al grano fai mangiare il farro: allora c’è speranza anche per il mio povero cognatino!!! 🙂 Sai mica indicarmi un sito dove mi possa documentare in merito?

    Ah, e complimenti per Martino: con quel faccino da monello mi vien voglia di mangiarlo di baci!!! <3
    Un abbraccio.

    1. Grazie mapi. In realtà le mandorle ci sono solo sopra proprio perchè rendevano l’impasto troppo difficile per me. Poi la ricetta di mia nonna prevedeva solo la decorazione. Ma la frolla classica che ci ha insegnato Dani è proprio buona! Ti scrivo per l’intolleranza!

  8. La semplicità in cucina, come nella vita, è una delle qualità che apprezzo di più. Spesso le cose troppo complicate, scenografiche, e gli abbinamenti arditi, nascondono qualche mancanza di base. Puntano più sull’apparenza che sulla sostanza. Una frolla eseguita a regola d’arte è sostanza, è aver centrato l’obiettivo di riuscire a sfornare dei biscotti perfetti e senza dubbio buonissimi. Con molta umiltà si impara, e tu stai facendo passi da gigante. Brava!

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